III INCONTRO MONDIALE DEI MOVIMENTI POPOLARI IN VATICANO

Con la presenza di Monsignor Silvano Tomasi, del Pontificio Consiglio Gustizia e Pace, e di Juan Grabois, membro del Comitato Organizzativo del EMMP, è stato presentato oggi il III EMMP 2016.

Diversi organi di informazione internazionali hanno partecipato alla conferenza stampa, durante la quale sono state illustrate le linee del EMMP, in cui organizzazioni sociali di tutto il mondo dibatteranno e presenteranno proposte per trovare una soluzione alla crisi internazionale, sulla base di tre assi principali: Terra, Casa e Lavoro.

Durante la conferenza stampa, Juan Grabois e Monsignor Tomasi hanno condiviso propositi e obiettivi del EMMP.

“Il Papa parla di un sistema politico che integri gli esclusi, come evidenzia la Laudato si’. Francesco esprime oggi la stessa sensibilità di quando frequentava le villas miserias di Buenos Aires”, ha affermato Tomasi in relazione all’iniziativa di Papa Francesco rivolta ai movimenti popolari degli esclusi e delle escluse.

“Il Papa – ha aggiunto in riferimento alla dottrina sociale della Chiesa – vuole sensibilizzare l’opinione pubblica su chi abita la periferia della società”.

Da parte sua, Juan Grabois, del Comitato Organizzativo del EMMP, si è riferito alle caratteristiche della terza edizione.  “Questo è il nostro terzo incontro e, volendo seguire la metodologia tradizionale, potremmo dire che il primo è servito a conoscere le nostre realtà (vedere), il secondo è stato dedicato a discernere cosa sta avvenendo (giudicare) e questo terzo dovrà pensare alle proposte di cambiamento (agire)”.

Grabois ha fatto anche riferimento al ruolo che svolge il papa. “Francesco ha posto sotto gli occhi del mondo una realtà coperta dal silenzio: esiste un’enorme quantità di organizzazioni, grandi e piccole, che sono costituite, organizzate e guidate dagli esclusi, i quali non si rassegnano alla miseria che è stata loro imposta e resistono in un’ottica di solidarietà all’attuale paradigma tecnocratico”; “i poveri non devono essere oggetto di politiche sociali delineate senza la loro partecipazione, ma attori protagonisti in un processo di cambiamento che renda possibile la restituzione dei sacri diritti alla terra, alla casa e al lavoro”.

L’Incontro Mondiale terminerà il  5 novembre, quando i movimenti popolari e Papa Francesco si riuniranno per dialogare su quanto dibattuto nel corso dei lavori.