Discorso del Cardinale Turkson

Discorso del Cardinale Turkson 2016-11-05T19:23:36+00:00

Introduzione all’Incontro con Papa Francesco

Card. Peter K.A. Turkson

Aula Paolo VI, 5.11.2016

Buon pomeriggio e benvenuti a tutti, a coloro che hanno partecipato al Terzo Incontro Mondiale dei Movimenti Popolari, che è cominciato mercoledì scorso, e ai rappresentati dei movimenti e delle organizzazioni sociali italiane, che ci hanno raggiunto qui oggi.

Benvenuti da parte del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, di cui sono presidente, e soprattutto benvenuti a nome di Papa Francesco, che tra poco ci raggiungerà. E’ su suo invito che siamo qui oggi, a vivere la terza tappa di un cammino cominciato nel 2014. Il primo Incontro Mondiale dei Movimenti Popolari si è svolto infatti 2 anni fa, dal 27 al 29 ottobre 2014 qui a Roma. Il secondo ha avuto luogo dal 7 al 9 luglio 2015 a Santa Cruz de la Sierra, in occasione del viaggio di Papa Francesco in Bolivia.

Papa Francesco ci ha invitato qui come rappresentanti dei Movimenti Popolari, cioè di quelle forme di auto-organizzazione di coloro che, nelle diverse parti del mondo, sono vittime della cultura dello scarto. Ma i poveri e gli esclusi non si limitano a subire l’ingiustizia, sanno resistere, sanno organizzarsi, sanno lottare per i propri diritti ed essere protagonisti del proprio futuro. Il fatto che siamo qui oggi ne è una dimostrazione.

Siamo qui per incontrarci e dialogare, tra di noi e poi con Papa Francesco. La cultura popolare è fatta di incontro e dialogo ed è dall’incontro e dal dialogo che nasce la capacità di costruire alternative al pensiero unico e alla cultura dello scarto. Siamo qui oggi per trasformare quest’Aula in uno spazio di dialogo, per renderla ancora più bella con la ricchezza e il calore del nostro incontro.

Come già dicevo, siamo qui oggi per vivere una tappa di un cammino, che è chiamato a proseguire anche in futuro. Sempre Papa Francesco ci invita a non fermarci, a non farci prendere dallo sconforto, ma a proseguire nella lotta e nel cammino, nella gioia e nella speranza.

Così il nostro compito di oggi è anche pensare ai passi futuri di questo cammino, a livello globale e a livello italiano. Ascolteremo le parole di Papa Francesco, ma soprattutto restiamo in ascolto di quello che lo Spirito ci suggerisce oggi per discernere in quale direzione muovere i prossimi passi. Certamente in questo cammino potete continuare a contare sulla vicinanza e sull’appoggio della Chiesa. Per quanto riguarda la Santa Sede, il riferimento non sarà più il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ma il nuovo Dicastero per lo sviluppo umano integrale che nascerà il Primo gennaio 2017 proprio con il compito di rendere più efficace la presenza della Chiesa a fianco delle vittime dell’ingiustizia e di cercare vie sempre nuove per incarnare la giustizia del Vangelo.

 

 

Dopo l’arrivo del Santo Padre:

Benvenuto Santità, e grazie per averci invitato. E’ stato un pomeriggio di incontro e di dialogo meraviglioso. Siamo oltre tremilacinquecento (3500) qui oggi. Circa duecento (200) sono i rappresentanti di organizzazioni di sessanta (60) Paesi che da mercoledì hanno partecipato al Terzo Incontro Mondiale dei Movimenti Popolari. Tutti gli altri si sono aggiunti oggi e sono membri di movimenti e associazioni sociali di tutte le regioni italiane.

Invito ora due delegati a prendere la parola in nome del Terzo Incontro Mondiale dei Movimenti Popolari.

Comincerà Ndao Moustapha, senegalese che vive a Barcellona e rappresenta il Sindacato Popolare dei Venditori Ambulanti. Ci presenterà il video che è stato prodotto durante l’incontro.

Poi prenderà la parola Edilma Méndez del Movimento Mondiale dei Lavoratori Cristiani, che leggerà le Proposte di azione per il cambiamento assunte dai Movimenti Popolari del mondo in dialogo con Papa Francesco.

Sorretti, molti di noi, dalla fede in Cristo, che si è fatto povero tra i poveri, e forti del magistero sociale di Vostra Santità e della Sua sollecitudine verso le vittime dell’indifferenza e dell’egoismo di un sistema sociale ed economico elitario, siamo convenuti oggi in Vaticano per ricevere da Lei, Padre Santo, parole che ci sostengano e ci illuminino in questo nostro difficile cammino verso la costruzione di una società più giusta e solidale, in cui nessuno sia più considerato uno “scarto” (cfr. Evangelii gaudium, n. 53) ma visto con lo sguardo di Dio che abbraccia tutti i suoi figli, specialmente quelli che il Signore chiama “questi miei fratelli e sorelle più piccoli” (cfr. Mt 25, 40.45).

 

Con questi sentimenti, ci disponiamo ad ascoltare le tue parole; e imploriamo, umilmente, Santo Padre, la sua Benedizione apostolica e paterna.